Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Quilombo
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Un mwbaquilombo è una comunità fondata da mwbqschiavi mwbgafricani fuggiti dalle piantagioni in cui erano prigionieri nel mwbwBrasile all'epoca della schiavitù. I quilombo costituirono un'importante forma di resistenza alla mwcaschiavitù. Il quilombo più famoso della mwcqstoria del Brasile fu quello di mwcgPalmares.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Etimologia

La parola "mwdwquilombo" ha origine nei termini "mweakilombo" (in kimbundo) o "mwegochilombo" (in umbundo), presenti in varie lingue africane mwfaBantu di alcune regioni dell'mwfqAngola. In origine, la parola indicava una zona di sosta utilizzata dalle mwfgpopolazioni nomadi. Andò anche a identificare gli accampamenti delle carovane dei commercianti di cera, di schiavi e di altri beni commerciati dai colonizzatori.

Fu in Brasile, meta del più grande afflusso di schiavi (mwga1 582 000 persone nel 1798cite-ref-112-1-0[1]), che il termine "mwhqquilombo" andò a designare le comunità autonome di schiavi fuggitivi: altri termini usati in Sudamerica sono mwhgmwhwmocambos, mwiapalenques, mwiqcumbes; nel mondo anglosassone, queste sono chiamate mwigcomunità marooons.

In mwjqportoghese i quilombo vengono chiamati anche mwjgmwjwmocambocite-ref-0-2-0[2], sebbene questo termine viene a volte preferito per indicare comunità di dimensioni minori di schiavi fuggiti dalle piantagioni. Il termine "quilombo" è di uso comune solo dall'inizio del XX secolo, mentre "mocambo" era usato al suo posto prima di quel tempo. Il termine proviene dall'amubundu mwlqmo-kambo, che indica un nascondiglio. Quilombo avrebbe quindi un'accezione maggiormente legata all'idea di resistenza, indicando quindi un "accampamento da guerra" piuttosto che un semplice luogo dove trovare rifugiocite-ref-1-3-0[3].

Storia

Nel 1502 arrivarono in mwnaAmerica i primi schiavi dall'Africa. Furono portati per sostituire la forza lavoro autoctona, che si stava man mano esaurendo nelle colonie spagnole. Da allora e fino all'inizio del XIX secolo, si stima che circa 60 milioni di africani vennero trasferiti con la violenza dai trafficanti europei dalle loro terre d'origine, per essere utilizzati come manodopera nelle Americhe; di questi 60 milioni, solo circa 12 milioni sopravvissero alla traversata dell'mwnqoceano Atlanticocite-ref-4[4].

Già alla fine del XVI secolo, gli schiavi mwowcimarroni in fuga dalle piantagioni erano un fenomeno di massa. In mwpaBrasile il fenomeno s'intensificò, portando alla creazione dei quilombo, quando comunità di schiavi fuggiaschi si rifugiarono in luoghi remoti o fortificaticite-ref-0-2-1[2], in particolare negli attuali stati dell'mwqqAmazonas, mwqgBahia, mwqwGoiás, mwraMato Grosso, mwrqMinas Gerais, mwrgPará, mwrwRio de Janeiro e mwsaSan Paolo. Nel mwsq1575 si registra il primo quilombo a Bahiacite-ref-0-2-2[2]. Queste comunità di schiavi fuggiaschi erano guardate con sospetto dai negrieri e dai coloni, dato che fomentavano la rivolta presso gli schiavi occupati nelle piantagioni e attaccavano le fattorie dai loro rifugi nelle montagne, e questo sin dal 1597cite-ref-1-3-1[3].

Gli schiavi perseguiti dai cacciatori di schiavi si spostarono nella mwuwforesta pluviale, soprattutto a partire dalla seconda metà del XVIII secolocite-ref-5[5], dove spesso si mescolarono a bande di indigenicite-ref-1-3-2[3]. In seguito, dopo l'abolizione della schiavitù, numerosi quilombo si fondarono nei pressi delle grandi città nel XIX secolocite-ref-0-2-3[2]. Il più famoso, il mwyaquilombo di Palmares, divenne un vero e proprio stato, occupante una vasta area nella zona nordorientale del Brasile, tra gli odierni stati dell'mwyqAlagoas e mwygPernambuco, arrivando a contare mwyw30 000 abitanti.

Quilombo moderni

La mwzwcostituzione del Brasile del 1988 riconosce gli insediamenti delle popolazioni discendenti degli schiavi fuggiti. Anche se difficilmente applicabile per mancanza di un quadro legislativo che garantisca i diritti dei quilombo, questo riconoscimento conserva un valore simbolico. A partire dagli anni 1990, i movimenti per i diritti della popolazione nera hanno rivendicato l'eredità dei quilombo, sottraendoli ad un destino che li vedeva unicamente come luoghi di memoria. La battaglia per i diritti di queste comunità agrarie si inserisce nelle difficoltose questioni di mwaariforma agraria e mwaqrazzismo diffuso in Brasilecite-ref-6[6].

La lotta per il riconoscimento dei quilombo e per l'assegnazione di terre è un aspetto politico centrale per la sopravvivenza di queste comunità. La ricerca mwbwantropologica ha giocato un ruolo importante alla fine del XX secolo per attestare l'eredità dei quilombo dalle popolazioni africane trapiantate in Brasile, anche se gli abitanti dei quilombo parlano di "schiavitù" più per identificare lo sfruttamento dei loro avi da parte dei proprietari terrieri nel XIX secolo, che per indicare un vero e proprio stato di costrizione lavorativacite-ref-7[7]. La battaglia burocratica per l'assegnazione delle terre del movimento per il riconoscimento dei quilombo mira a riassegnare i territori degli indigeni che erano stato distribuiti alle elite locali da una legge nel 1850cite-ref-8[8].

La popolazione brasiliana, di norma, guarda questa popolazione nera con sospetto. I mweqquilombolas hanno gravi difficoltà a inserirsi nel mwegmondo del lavoro, anche per la sfavorevole posizione dei loro villaggi, che sorgono là dove sono stati storicamente creati, arroccati su alture dell'interno, a volte a centinaia di chilometri dalle capitali e dalle grandi mwewcittà.

Nel XXI secolo, sopravvivono ancora numerosi insediamenti quilombo sparsi per tutto il Brasile e quasi mai collegati tra di loro. Si tratta spesso di piccoli villaggi fatti di capanne di fango con, qualche volta, anche costruzioni in muratura (spesso la sala comunitaria o le case dei meno poveri). La mancanza di documenti formali che attestino la proprietà delle terre ha provocato conflitti con i progetti industriali di mwfqsfruttamento delle foreste.

A distanza di secoli, i mwfwquilombolas sono ancora discriminati e sfruttati. Molti uomini lavorano ancora come "schiavi moderni" nelle mwgapiantagioni di mwgqcanna da zucchero, lavorando a braccia e senza l'ausilio di nessuna macchina. I compensi sono da fame, per il maggior profitto dei latifondisti, specialmente in Paraiba, nel mwggnord est del Brasile. A volte gli sfruttatori sono finanche persone insospettabili, come magistrati locali.

La scarsità di lavoro e il senso di oppressione senza alternative, spinge alcuni a dedicarsi ad attività criminose o al consumo di stupefacenti. Altri, invece, si dedicano alla musica, ai bambini, alla lotta per i mwhadiritti umani, ai lavori più umili dentro e fuori dal villaggio.

Nei villaggi non ci sono comodità o strade se non i viottoli e sentieri che si ritrovano anche in Africa. Nella mwhgstagione delle piogge (corrispondente al periodo in cui in mwhwEuropa è mwiaestate) le strade si trasformano in fango e diventano di difficile percorribilità. Perciò scarseggiano le automobili, che sono solo rare e vetuste, mentre sono più diffusi mezzi di locomozione come motociclette di piccola cilindrata e cavalli.

Pochi sono coloro che restano in contatto con i quilombo o che portano occasionalmente qualche aiuto alimentare, tra i quali i missionari e le organizzazioni umanitarie che tentano di difendere i loro diritti davanti alla giustizia federale.cite-ref-9[9]

Caratteristiche

Tradizionalmente, i quilombos si trovavano alla periferia di regioni ad alta concentrazione di schiavi, in lontananza dai centri urbani e in zone di difficile accesso. Nascosti nelle foreste o nelle montagne, tali nuclei si trasformarono in comunità autogestite, composte da una varietà eterogenea di persone, come schiavi, mwkqindios, mwkgemarginati, ricercati; erano dedite ad attività di un'mwkweconomia di sussistenza e, talvolta, al commercio, con alcune di esse divenute addirittura particolarmente prospere.

Ne nacquero in tutte le mwlqregioni del Brasile, in particolare negli attuali stati dell'mwlgAmazonas, mwlwBahia, mwmaGoiás, mwmqMato Grosso, mwmgMinas Gerais, mwmwPará, mwnaRio de Janeiro e mwnqSan Paolo.

I loro abitanti, chiamati "mwnwquilombolas", erano in origine ex–schiavi fuggiti dai loro padroni nel primo periodo della mwoastoria coloniale del Brasile. In alcuni periodi e in talune zone, tentarono di riprodurre l'mwoqorganizzazione sociale africana.

Anche dopo l'mwowabolizione ufficiale della schiavitù in Brasile, che ebbe luogo il 13 maggio mwpa1888, alcuni di queste comunità, grazie al loro isolamento, continuarono a esistere per decine di anni. Altre si trasformarono in località, come ad esempio Ivaporanduva, vicino a rio Ribeira de Iguape, nello mwpgstato di San Paolo.

La maggior parte dei quilombo ha avuto un'esistenza limitata nel tempo, in quanto, una volta scoperti, i quilobolas venivano repressi in modo estremamente violento al fine di impadronirsi dei beni di questi fuggitivi e dissuadere gli altri schiavi dal seguirne le scelte. Alcuni individui furono sottoposti a esecuzioni particolarmente cruente, come mwraZumbi dos Palmares, il più famoso dei quilombolas, che fu mwrqdecapitato ed mwrgevirato.

Quilombo nell'arte

• mwsgGilberto Gil, musicista brasiliano, vi ha dedicato una delle sue canzoni più riuscite, mwswQuilombo, o El Dorado Negro
• mwtqJorge Ben Jor ha dedicato a Zumbi l'omonimo mwtgsamba divenuto popolarissimo nel Nord del Brasile.
• mwuaSergio Ricardo, popolarissimo cantore dei morros di mwuqRio de Janeiro, dedicò un samba alla storia del Quilombo da Palmeiras.
• mwuwCaetano Veloso ricorda il Quilombo di Zumbi nel suo famosissimo "Sampa", nel terz'ultimo verso del testo.
• mwvqMax Cavalera, cantante del gruppo metal mwvgSoulfly, ha dedicato una canzone ("Quilombo") a Zumbi e ai Quilombo. Lo stesso tema è più volte ripreso in altre canzoni del noto gruppo brasiliano.

Note

cite-note-112-11. mwxq(mwxgmwxwEN) Darién J. Davis, mwyamwyqBeyond Slavery: The Multilayered Legacy of Africans in Latin America and the Caribbean, Rowman & Littlefield, 2007, p.mwyg 112, mwywISBNmwza 978-0-7425-4131-3. mwzgURL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-0-22. mw2a(mw2qmw2gPT) mw2wmw3aQuilombos: o que são e como surgiram, su mw3qMundo Educação. mw3gURL consultato il 9 agosto 2023.
cite-note-1-33. mw5g(mw5wmw6aEN) Darién J. Davis, mw6qmw6gBeyond Slavery: The Multilayered Legacy of Africans in Latin America and the Caribbean, Rowman & Littlefield, 2007, p.mw6w 111, mw7aISBNmw7q 978-0-7425-4131-3. mw7wURL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-44. mw8w(mw9amw9qES) Miriam Victoria Gomes, mw9gmw9wLa presencia negroafricana en la Argentina: pasado y permanencia, in mw-aBoletín digital de la Biblioteca del Congreso, vol.mw-q 9, 2006 mw-g(archiviato dall'mw-wurl originale il 5 ottobre 2009).
cite-note-55. mw-w(mwaqamwaqePT) Redação, mwaqimwaqmComunidades Quilombolas na Amazônia - Onde Vivem?, su mwaqqRedda +, 18 agosto 2022. mwaquURL consultato il 9 agosto 2023.
cite-note-66. mwaqk(mwaqomwaqsFR) Jean-François Véran, mwaqwL'esclavage en héritage (Brésil): le droit à la terre des descendants de marrons, collana mwaq0Hommes et Sociétés, Karthala, 2003, mwaq4ISBNmwaq8 978-2-84586-413-9.
cite-note-77. mwarq(mwarumwaryEN) Helaine Silverman e D. Fairchild Ruggles, mwarcmwargCultural Heritage and Human Rights, Springer Science & Business Media, 14 ottobre 2008, p.mwark 114, mwaroISBNmwars 978-0-387-76579-2. mwar0URL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-88. mwase(mwasimwasmEN) Helaine Silverman e D. Fairchild Ruggles, mwasqmwasuCultural Heritage and Human Rights, Springer Science & Business Media, 14 ottobre 2008, p.mwasy 115, mwascISBNmwasg 978-0-387-76579-2. mwasoURL consultato il 10 agosto 2023.
cite-note-99. mwas4mwas8Charles C. Mann, mwatamwate1493 . Pomodori, tabacco e batteri. Come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo (1493. Uncovering the New World Columbus Created, 2011), traduzione di C. Lazzati, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2013, mwatiISBNmwatm 978-88-046-2312-0. - Collana Oscar Storia, Mondadori, 2017 , pag 409 .

Voci correlate

• mwatgMocambo
• mwatwZumbi

Collegamenti esterni

• mwauqQuilombos, su terrabrasileira.net. URL consultato il 14 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2006).
• mwauyLivro "Um Estudo Sócio-lingüístico das Comunidades Negras do Cafundo, do Antigo Caxambu e de seus Arredores" de Sílvio Vieira de Andrade Filho, su paginas.terra.com.br. URL consultato il 14 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2005).
• mwaugI Quilombos oggi, su koinonia.org.br.
• mwauoQuilombos e Capoeira, su mundocapoeira.net. URL consultato il 28 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2009).
• mwauwI Quilombos e Zumbi dos Palmares, su giovaniemissione.it.
• mwau4I Quilombos nel 2009, su brasile09.splinder.com. URL consultato il 28 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2011).